Le aziende non prendono in considerazione il grave problema dell’inquinamento indoor e i dipendenti ne fanno le spese.

Le aziende in Italia non rispettano i dipendenti dal punto di vista della qualità dell’aria.
Questo perché le norme oggi vigenti non comprendono il benessere relativo all’aria sana.
Le aziende considerano il Microclima (Temperatura, Umidità, Ricambi d’aria), che nulla o poco hanno a che vedere con la qualità dell’aria che si respira.
In particolar modo, la voce “ricambi d’aria” rappresenta esclusivamente la possibilità di aprire una finestra: che per mancanza di volontà o per via della corsa al risparmio energetico, resta spesso chiusa.
Alcune aziende per moda, all’interno del bilancio di sostenibilità, inseriscono voci più atte a valorizzare il marchio a scopo fiscale e marketing che per aiutare realmente l’ambiente come la corsa alla riduzione delle emissioni di CO2; tuttavia, le persone all’interno non vengono mai prese in considerazione perché le aziende seguono le mode del momento.
Allergici e Asmatici non sono considerate categorie da proteggere e questo è parecchio crudele perché la disabilità che tali patologie arrecano a chi ne fosse affetto è inimmaginabile.
Gli ambienti chiusi sono, senza esagerare, fabbriche di batteri cioè particelle dannose unite a prodotti chimici che si combinano a loro volta con i gas presenti all’intento degli uffici a cui si deve aggiungere l’inquinamento dei metalli pesanti provenienti dai toner delle stampanti.
A tutto questo, iscriviamo alla lista i virus e batteri presenti all’intento delle persone presenti che senza ricambi d’aria adeguati crescono e prolificano indisturbati.
La purificazione dell’aria, oggi, non esiste perché manca all’appello un aspetto fondamentale: l’informazione.
Cos’è l’aria?
A cosa serve?
Cosa succede se non respiriamo aria sana?
Cos’è l’inquinamento e da cosa è scaturito?
Cosa accade in presenza di inquinamento?
Senza queste informazioni, l’aria e sopratutto il motivo per il quale dovrebbe essere purificata non avrebbe alcuna ragione di esistere: sarebbe come biascicare parole senza senso in una lingua sconosciuta.
Stiamo arrivando con tantissima grinta per cercare di scardinare le difese naturali di chi crede che la produzione sia l’unica cosa che conti all’interno dell’azienda.
Convinceremo tutti prima o poi e lo faremo perché da 5 anni siamo qui, tutti i Santi Giorni, ad insegnare alle persone come proteggersi dall’inquinamento e cercare di respirare aria sana.
Il primo passo non è il purificatore ma comprendere e per fare questo occorre monitorare cioè realizzare una rilevazione della qualità dell’aria mediante apparecchiature certificate al fine di riuscire a comprendere le reali condizioni vitali, se fossero presenti delle minacce tossiche e se esistano dei “produttori” nascosti e occulti di inquinamento all’interno degli uffici e delle aree di produzione.
L’aria non è soltanto importante ma è la prima cosa che conta all’interno del processo vitale di tutti gli esseri viventi perché, respirare, è l’azione che compiamo di più nella nostra vita.
