Questa è la storia di chi vive la propria esistenza al chiuso perché trascorriamo il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi.
Tutto ha avuto inizio quando abbiamo deciso di smettere di comportarci come esseri umani, quando abbiamo scelto di abbandonando la natura, abbiamo riempito le nostre case di ciò che ci piaceva di più e di qualsiasi altra cosa desiderassimo. Le nostre case sono diventate i nostri rifugi ovvero luoghi che non avremmo mai voluto abbandonare, abbiamo acquisito migliaia di nuovi amici virtuali che avremmo potuto salutare tutti i giorni direttamente a casa con il nostro smartphone. La luce artificiale ha sostituito quella naturale e per evitare gli sprechi abbiamo costruito le nostre case così bene che nulla potesse fuoriuscirne. Abbiamo cucinato, ci siamo lavati, ci siamo riempiti di profumo, respirato, giocato, dormito e sudato ma ci siamo chiusi dentro fino al punto che nulla sarebbe più potuto uscirne fuori dal nostro bunker. Così, quando l’aria all’interno ha cominciato a peggiorare, abbiamo cercato di rimediare con prodotti chimici: ecco come tutto è cominciato.
Difficile da notare all’inizio.
Alcuni hanno avuto bisogno di aiuto per dormire, per respirare, molti di noi hanno cominciato a sentirsi tristi e hanno acceso i cellulari ed i computer per influenzare l’umore e scacciare via la tristezza. Poi gli scienziati hanno scoperto che l’aria interna è fino a 200 volte più inquinata rispetto a quella esterna, hanno scoperto che le stanze dei bambini hanno la più alta concentrazione di sostanze tossiche rispetto alle altre. Milioni di case in Europa sono luoghi malsani in cui vivere e l’Italia è la nazione che guida questo primato. I ricercatori hanno dimostrato che vivere in case umide e sporche aumenta del 40% il rischio di ammalarsi di asma, allergie e malattie molto più gravi.
Siamo arrivati alla fine di questa storia e ora sei tu che puoi scegliere quale sarà il finale.
