L’aria è l’elemento che dona la vita sul pianeta terra e possiamo considerarlo di fondamentale importanza perché tutto ciò che “respira” possa continuare ad esistere.

L’aria si presenta come agglomerato chimico composto di Azoto (78%), Ossigeno (20,9%), Argon (0,9%), Anidride Carbonica (0,03%) più una piccolissima percentuale di altri gas. Tuttavia, all’aria “secca”, si aggiunge, in forma naturale, un altro elemento, l’acqua sotto forma di vapore (umidità). L’umidità rappresenta, appunto, il “real feel” dell’aria cioè come la stessa viene percepita e immagazzinata dal corpo umano e più precisamente dai canali respiratori.
A cosa serve l’aria
L’aria trasporta il principale nutrimento per il corpo umano, l’ossigeno, che attraverso i canali respiratori (naso, faringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli, polmoni, pleura) e grazie alla spinta del cuore, attraverso il sangue, si irradia per tutto il corpo raggiungendo organi e apparati. Respirare aria sana permette al corpo di crescere e svilupparsi donandogli le energie necessarie per svolgere tutte le mansioni a partire da quelle basilari fino alle più complesse ed evolute. E’ pensiero comune che l’aria di montagna sia pura ed infatti, quando ci si trova in alta quota, si avverte una sensazione di benessere immediato, aumento dell’appetito (positivo), miglioramento della qualità del riposo e, non per ultimo, l’abbattimento dei livelli di stress.
L’aria sulle dolomiti è la stessa che si può riscontrare nel centro di Milano?
La risposta è sì e no. Sì perché l’aria intesa come agglomerato chimico è sempre uguale in tutto il mondo a prescindere dalla latitudine e dalla longitudine nonché dall’altitudine. No perché, come scritto in precedenza, l’umidità è determinante dal punto di vista della sensazione (ecco spiegato perché al mare oppure in montagna si avverte la sensazione di benessere rispetto alla città) e ancora NO perché l’aria può subire alterazioni o per meglio dire, può essere condizionata da sostanze nocive: l’inquinamento.
Inquinamento atmosferico
Inquinare significa sporcare qualcosa di pulito. Per inquinamento dell’aria si intende la sua contaminazione attraverso sostanze naturali oppure prodotte per causa umana. L’inquinamento prodotto dalle eruzioni vulcaniche, dai gas prodotti dagli incendi e dagli allergeni provenienti dai fiori e dalle piante, muffe e spore, viene definito inquinamento naturale. Invece, lo smog, il benzene, l’inquinamento da combustione, i riscaldamenti, i gas, i prodotti chimici, provengono dall’essere umano o dal suo intervento. Il secondo caso, l’inquinamento umano, è il più pericoloso in quanto, spesse volte si decide liberamente di inquinare la propria aria proprio nel tentativo di migliorarla come ad esempio avviene per i profumatori e le essenze che dovrebbero aver lo scopo di rendere migliore la qualità dell’aria ma che invece la danneggiano gravemente.
Cosa succede quando si respira aria inquinata?
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che l’inquinamento atmosferico (esterno) rappresenta la prima causa di mortalità al mondo. 1 persona su 9 muore per cause legate alla cattiva qualità dell’aria (WHO – 2015). Il corpo umano reagisce sempre agli stimoli esterni ed è naturalmente concepito per difendersi ma questo avviene per un periodo di esposizione limitata e con concentrazioni sotto il livello critico. In altre parole, l’essere umano è una macchina molto performante ed è progettata per difendersi in maniera efficace purché, i livelli di inquinamento non superino soglie esagerate come accade per le intossicazioni e proprio come avvenne per Ekaterina Didenko, nota influncer russa e la sventurata vicenda del ghiaccio secco buttato in piscina durante una festa. Tre le vittime di quel “gioco” apparentemente innocuo e moltissimi altri ragazzi intossicati e ricoverati d’urgenza in ospedale. Ma l’inquinamento più pericoloso è quello che potremmo definire “silenzioso” e cioè quello che senza accorgersi logora ogni giorno la quasi totalità delle persone al mondo. Chiunque viva in centri abitati ed affollati, specialmente negli spazi chiusi, risulta essere soggetto a rischio.
Il corpo umano reagisce evitando di respirare e di conseguenza rallenta le prestazioni; il che sta a significare che una persona esposta sistematicamente all’inquinamento, riuscirà a vivere la propria vita al 60-70% delle proprie potenzialità. Malanni continui, allergie ed intolleranze, sensazione di stanchezza atavica, stress ed irritabilità, queste, solo alcune delle micro-patologie che scaturiscono dall’inquinamento.
L’aria indoor è fino a 100 volte peggiore di quella esterna
Un altro aspetto fondamentale è la qualità dell’aria indoor. Come scritto poco sopra, le persone peggiorano volontariamente la propria aria nel tentativo di migliorarne la qualità ed è quello che avviene per i serramenti di ultima generazione. Per andare incontro all’ottimizzazione energetica, al risparmio ed all’isolamento termico (che permette di migliorare la classe degli stabili), si investe nella sostituzione dei serramenti “vecchi” a favore di prodotti innovativi sempre più ermetici. Non è un caso che in seguito alla sostituzione degli infissi, possa verificarsi l’insorgere di muffe. I serramenti “della nonna”, benché obsoleti e muniti di panno per evitare gli spifferi, permettevano all’aria esterna di penetrare all’interno in maniera importante (forse troppo) ma con il vantaggio di rinnovare costantemente l’aria negli ambienti chiusi. L’inquinamento negli spazi indoor rappresenta il più serio problema per la salute umana poiché le particelle di polvere (PM), virus e batteri, muffe e spore, brulicano e si moltiplicano in maniera esponenziale causando disturbi gravissimi che, col tempo, degenerano in malattie anche gravi.
La CO2: un nemico imbattibile
Un altro elemento che non c’entra tanto con il concetto di inquinamento ma rientra pienamente all’interno della materia “qualità dell’aria” è l’anidride carbonica. La CO2 rappresenta un nemico difficile anzi, imbattibile per via della sua natura. La CO2 è presente in ogni cosa che facciamo, anzi, noi stessi siamo produttori di CO2. Durante la missione di Apollo 13, i tre astronauti hanno dovuto fronteggiare proprio il rischio di avvelenamento da anidride carbonica. Come sappiamo, la CO2 è presente nell’agglomerato “aria” in percentuale molto vicina allo zero ma, in un’aula di scuola oppure in un ufficio, la percentuale dopo una sola ora potrebbe raggiungere addirittura il 90%. Mal di testa, svenimento e persino il decesso (come avvenuto per i 3 ragazzi durante la festa in piscina). Più che altro si tratta di un gas che distoglie le persone dall’attenzione verso la mansione che stanno svolgendo quindi, le principali vittime sono, appunto, gli impiegati negli uffici, gli studenti all’interno delle aule, i dipendenti delle aziende di produzione. Per ovviare a questo grave disagio, oggi sono sempre più frequenti gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) anche se i costi per la loro realizzazione rappresentano ancora un grande ostacolo.
I nostri suggerimenti per difendersi dall’inquinamento
Esistono due possibili soluzioni definitive:
- Trasferirsi in montagna
- Ricorrere alla tecnologia
Nel primo caso, scelta coraggiosa ma intelligente, si dovrà fare i conti con la propria condizione e quella delle persone facenti parte del proprio nucleo familiare perché decidere di trasferirsi a parecchi km dalla città o dal posto di lavoro, non è certamente scelta facile. I PRO sono molti anzi, a nostro avviso esistono solo PRO, tuttavia non è scelta semplice quella di cambiare così drasticamente la propria esistenza.
Nel secondo caso, invece, è una scelta di comodo perché il mondo, ormai, è comodo. Tutte le invenzioni vengono pensate e progettate per risolvere un problema e, possibilmente, semplificare la procedura di attuazione. Le tecnologie rappresentate dagli impianti di VMC per quanto concerne il rinnovo d’aria ed i purificatori d’aria per abbattere totalmente i livelli di inquinamento, rappresentano, in questo preciso istante, la vera e unica soluzione per difendere la propria esistenza, quella delle persone care e, nel caso di aziende, quella per tutelare la salute dei propri dipendenti e collaboratori allo scopo di mantenere o addirittura migliorare la produttività riducendo l’assenteismo dovuto ai malanni. Purificare l’aria significa ripulirla dall’inquinamento come avviene per una maglietta sporca di polvere e ripulita grazie al lavaggio.
Come si misura la qualità dell’aria dato che non si può vedere?
L’aria è inodore, invisibile, impalpabile e insapore, tuttavia si può annusare quando viene contaminata da odori o profumi, si può vedere quando trasporta quantità esagerate di polvere oppure quando i raggi del sole illuminano la polvere nella stanza, si avverte sulla pelle in presenza di vento ed infine prende gusto nel palato e nella gola quando ci si trova nel traffico dietro agli scarichi di un furgone. Esistono strumenti di rilevazione certificata dai più importanti enti che operano nel settore della qualità ambientale e che permettono di conoscere l’esatta qualità dell’aria esterna ed interna. Per quanto concerne quella esterna, in Italia esiste l’ARPA (agenzia regionale per la protezione ambientale) che si occupa dei rilevamenti su tutto il territorio nazionale. In Piemonte è presente ARPA PIEMONTE che si occupa, appunto, del territorio piemontese. Per quanto concerne, invece, la qualità dell’aria indoor, vengono utilizzati strumenti di campionatura laser per litro o per metro cubo d’aria. I sistemi in questione, immagazzinano una certa quantità d’aria e grazie a microlaser contano l’esatto numero di particelle di polvere presenti, rilasciando un dato oggettivo e, soprattutto accreditato.
PM: cosa sono e come identificarli
Il PM (Particulate Matter) è l’unità di misura del particolato che forma il pulviscolo atmosferico che contribuisce all’inquinamento atmosferico nelle città. Molte volte si sente parlare di PM10 e PM2.5 durante i telegiornali poiché collegati ai blocchi del traffico. Il numero di fianco indica la dimensione della materia polverosa quindi, 10 sta per 10 micrometri e 2.5 sta per 2,5 micrometri di grandezza. Viene da sé che più piccola è la materia e più pericolosa risulterà per la salute umana. Le particelle sono fini se più grandi di 2.5 micrometri e ultrafini se di dimensione inferiore. Gli strumenti che abbiamo a disposizione possono individuare le particelle ultrafini con dimensione fino a 0.3 micrometri. I PM10, se inalati in concentrazioni non critiche, vengono fermate dalle difese umane all’altezza della gola. I PM2.5, invece, essendo 4 volte più piccole, possono penetrare fino ai polmoni. Le altre particelle ancora più fini, invece, superano tutte le nostre difese immunitarie, raggiungendo gli alveoli e penetrando all’interno delle cellule con il serio rischio di danneggiarle.
Quali sono le concentrazioni massime a cui un soggetto può esporsi?
L’OMS ha realizzato una tabella relativa alle esposizioni massime consentite:


Covid-19: su quali particelle viaggia?
Il Covid-19 è un virus influenzale che ha causato il disastro sociale sfociato in pandemia tra il 2019 e il 2021. La sua famiglia è quella dei virus di influenza A(H1-N1) e le sue dimensioni variano tra 0,1 e 0,15 micrometri. Non potendo viaggiare da solo ma avendo necessità di un appoggio, il coronavirus si appoggia alle particelle di polvere PM con dimensione tra PM1 e PM10 e sfrutta queste particelle come mezzo di trasporto.
Come può un purificatore d’aria fermare il COVID-19?
Esiste un unico purificatore d’aria ad alte prestazioni con filtraggio HyperHepa che ha ricevuto la certificazione contro il Virus A(H1N1) e si tratta di un sistema di purificazione a filtraggio realizzato dall’azienda più importante ed autorevole al mondo, IQAIR Svizzera che produce e commercializza purificatori d’aria da oltre 60 anni. Il motivo per il quale IQAIR è considerata la migliore azienda al mondo risiede in un aspetto semplice: testa il filtro sulla propria macchina. Sembrerebbe banale ma tutte le aziende esistenti, acquistano il filtro e poi lo adattano in base alle esigenze senza testarlo effettivamente sul proprio sistema quindi senza poter garantire l’efficacia certificata del filtro. IQAIR testa ogni sistema prima di essere spedito al cliente ed inserisce un certificato di performance. IQAIR blocca le particelle di polvere (con tutti gli agenti patogeni a bordo) fino alla dimensione di 0,003 Micrometri con una portata d’aria che può garantire la protezione ad ogni ambiente, dai più contenuti fino alle grandi realtà aziendali.
Quali sono gli inquinanti più comuni?
Oltre alle particelle di polvere, Virus e Batteri, gli inquinanti più comuni e pericolosi sono rappresentati dai prodotti chimici e specialmente dai Composti Organici Volatili (COV o VOC). Si tratta di inquinanti chimici aerodispersi nell’ambiente che vengono inalati e che intossicano l’apparato respiratorio, cerebrale, cardiovascolare, digerente e riproduttivo. Il parrucchiere è uno dei locali indoor più a rischio, infatti, molti di loro, rischiano di ammalarsi di leucemia così come i tipografi con continue inalazioni di metalli pesanti aerodispersi provenienti dai toner. Anche quando si cucina si creano emissioni di VOC altissime come pure quando si utilizzano profumatori, essenze, spray, etc. Oltre ai VOC esistono le muffe e le spore che si pongono come gli inquinanti peggiori per il corpo umano, si formano e prolificano in presenza di umidità.
Come scegliere un purificatore d’aria
Esistono varie tecnologie come ad esempio la ionizzazione, l’ossidazione fotocatalitica, tecnologia UV ma si deve riflettere su un particolare: quale tecnologia si utilizza in campo medico? La filtrazione Assoluta (HEPA-ULPA). Nelle sale operatorie e all’interno delle camere bianche in cui si producono medicinali sterili, si utilizza esclusivamente la filtrazione mediante tecnologia a filtri perché tutte le altre tecnologie risolvono un problema ma rischiano di generarne altri. IQAIR, la più importante azienda al mondo nel mercato della purificazione dell’aria, tratta la purificazione come una scienza. I prodotti IQAIR hanno nel loro interno un cuore HYPERHEPA, uno speciale brevetto che supera gli standard di filtrazione tradizionali.
Un ulteriore dettaglio che deve essere preso in considerazione quando si decide di acquistare un purificatore d’aria è la portata in termini di ricambi d’aria per ogni ora di utilizzo. Ogni sistema ha una portata di un certo numero di metri-cubi-ora che indica le prestazioni massime del sistema, un po’ come avviene per i BTU dei sistemi di condizionamento. Il prodotto HOME, per esempio, garantisce una portata di purificazione fino a 520 metri-cubi-ora quindi, supponendo di trovarci in un ambiente di 60 metri quadrati, l’unità riuscirà a purificare l’aria per 3 volte in un’ora cioè ogni 20 minuti.
Allergie respiratorie
Una sola categoria è sempre stata sensibile alla purificazione dell’aria: gli allergici. Questa categoria di persone è più sensibile rispetto agli altri poiché riniti allergiche e asma bronchiali sono all’ordine del giorno e pertanto, storicamente, i purificatori hanno trovato terreno fertile proprio con questa categoria.
Siccome questo sistema permette di eliminare gli antistaminici, durante l’attacco allergico, il suggerimento è quello di chiudersi in una stanza più piccola, impostando il purificatore alla massima velocità così da aumentare i ricambi d’aria per ogni ora al fine di poter respirare aria completamente sterile. Quando capita la crisi, si deve semplicemente spostare l’unità in camera da letto, per esempio, ponendola alla massima velocità ed, entro pochi minuti, la crisi viene superata senza l’ausilio di medicinali.
ZeroMalanni
Un dettaglio che non si può sottovalutare è il fatto di accettare (nel senso positivo del termine) che dal momento in cui si adotterà un purificatore d’aria ad alte prestazioni si allontanerà la possibilità di contrarre malanni dovuti a virus e batteri poiché grazie alla “nuova” qualità dell’aria respirata in casa grazie al purificatore, le difese immunitarie potranno essere sempre ai massimi livelli.
